Dal 30 giugno al 3 Luglio torna il Social Camp, laboratorio orizzontale di Borgofuturo. Ci troveremo per 3 giorni nella Val di Fiastra, campeggiando insieme e usando lo spazio per giocare, imparare, conoscersi e creare.
Il tema di quest’anno è: “STORMI • futuri che iniziano dai margini”. Nel volo apparentemente caotico degli storni, la direzione e quindi il cambiamento di forma dello stormo risultano orchestrati dai margini del mormorio piuttosto che dal centro.
In questa edizione del Social Camp vogliamo osservare i margini, spaziali o sociali, sia attraverso la teoria che la pratica, utilizzando sia formati discorsivo-dialogici che incarnato-performativi. Con questa lente, e muovendoci tra temi, spazi e pratiche quali la condivisione, la cura, la vita interspecie, il low-tech, esploreremo il ruolo e riveleremo il potenziale dei margini nel plasmare il futuro a venire.
Giorno per giorno
Il programma dettagliato uscirà a breve, ma intanto le iscrizioni al Social Camp sono aperte.Accedi attraverso il tasto qui sotto e compila il form per assicurare il tuo posto al Camp!
QUOTA DI PARTECIPAZIONE
Il Social Camp si auto-finanzia, ed è completamente organizzato da un team di persone volontarie. Se vuoi sostenere questo progetto, puoi offrire una quota maggiorata. Questo permetterà di accedervi anche a persone che non possono permetterselo.Per confermare la tua registrazione, effettua il pagamento della quota in una fascia compresa tra 90 e 120 €La quota comprende:– campeggio (portare la propria tenda e sacco a pelo)– pasti vegani (dalla cena di mercoledì alla colazione di domenica)– partecipazione a tutte le attività del CampNon incluso nella quota (portare contanti):– possibili acquisti nei bar e botteghe del borgo– alcoliciLa quota copre approssimativamente metà dei costi del camp: cibo, costi del campeggio, un rimborso per il coordinatore della cucina, altri costi logistici, benzina per chi offre passaggi, il nostro materiale per la comunicazione, rimborsi viaggio per chi interviene nei laboratori, e materiali per i laboratori stessi.L’altra metà dei costi del camp è coperta dai nostri Yoppeleyeppe, eventi di raccolta fondi fatti nelle Marche, a Bruxelles e a Barcellona.Perché usiamo una fascia di prezzo aperta, anche detta “scala mobile”? Usiamo una “scala mobile solidale” per rendere il camp più accessibile a più persone, garantendo allo stesso tempo di coprirne i costi.Scrivici se vuoi partecipare ma la quota rappresenta un ostacolo per te, e possiamo provare a trovare una soluzione insieme. E se vuoi supportare il progetto contribuendo con una quota maggiore della massima consigliata, te ne siamo grat*.
Per qualsiasi dubbio o semplici comunicazioni scriveteci all’indirizzo borgofuturo.socialcamp@gmail.com.
APERTURA
L’attività di apertura del Camp di quest’anno è una sessione di cucina a cielo aperto, dove gli ingredienti volano da una mano all’altra ritmati da ricette semi improvvisate. Non un workshop, ma un momento di creatività e condivisione che si conclude al tramonto con una cena sociale aperta agli e alle abitanti della valle del Fiastra.
01 LUGLIO
Riconoscimento e raccolta di erbe spontanee
Un’attività di riconoscimento e raccolta di erbe spontanee nei dintorni del Camp, sotto la sapiente guida della “Sibilla delle Erbe”. Queste erbe saranno poi utilizzate per delle preparazioni che arricchiranno la nostra tavola!
Cibo che cura: rituali per nutrire corpo, terra e relazione
Un laboratorio esperienziale che unisce cucina creativa, skin-care naturale e piccoli rituali per esplorare il cibo come gesto di cura: per noi stessi, per la comunità, per la terra. Cucinare con ciò che c’è, con ciò che avanza, con ciò che spesso buttiamo via, ma che può ancora nutrirci. Prenderci cura del corpo con ciò che troviamo attorno a noi, in modo semplice e naturale. Utilizzeremo anche erbe spontanee raccolte con la Sibilla. Un’esperienza che celebra la lentezza, l’ingegno, la gratitudine e la bellezza dell’autosufficienza.
Rrradio RRRRural
Quando vogliamo comunicare, il primo passo è scegliere il mezzo che più ci rispecchi. Collettivi, movimenti e comunità scelgono la tecnologia radiofonica in quanto modulare, scalabile e conviviale. In questo laboratorio porteremo esempi concreti, alcune buone pratiche e innumerevoli questioni irrisolte con l’obiettivo di assemblare, autogestire e connettere al web una postazione radiofonica (es)temporanea. Porta la tua musica scaricata illegalmente, porta le tue parole più fastidiose.
Immagini fuori centro
Laboratorio creativo e partecipativo che, partendo dalle leggende della Val Fiastra e dal tema del “margine”, esplora simboli, figure e archetipi che raccontano ciò che nasce fuori dal centro. Attraverso confronto, disegno e narrazione collettiva, daremo forma a una mappa visiva degli immaginari marginali. Il laboratorio porterà alla realizzazione condivisa della bozza di un’opera murale, che sarà poi dipinta e donata al territorio come segno visibile del passaggio del festival e memoria collettiva di ciò che, dal confine, prende voce e immagine.
02 LUGLIO
Pratiche Marginali
In questo talk verrà presentata Pratiche marginali, una manifestazione artistico-culturale svoltasi il 25 maggio 2025 nel quartiere romano del Quadraro, nell’ambito di IPER Festival delle periferie. In dialogo con il tema URBS ET ORBIS, ha esplorato la periferia come spazio vivo e generativo, ponendo il confine come luogo di attraversamento e trasformazione.
Attraverso performance, installazioni, talk e interventi site-specific, artistə e comunità hanno indagato marginalità, memoria, resistenza e convivenza. L’arte ha agito come strumento critico e collettivo, restituendo visibilità a voci ignorate e immaginando nuove possibilità per i territori e le vite ai margini.
Qui è Casa — Pratiche somatiche per l’abitare
In un mondo segnato dalla dislocazione cronica, dove si è ovunque ma non si appartiene pienamente a nessun luogo, come sentirsi a Casa? Abitare resta innanzitutto una questione corporea e spaziale: la capacità di situarsi, radicarsi e tessere legami profondi con l’ambiente. Fondamentali in questo processo sono i sensi, che precedono le parole e ci collegano immediatamente al mondo, diventando strumenti preziosi per coltivare un senso del domestico anche in situazioni di transitorietà. In questo contesto, il laboratorio propone pratiche di ascolto interno, attivazione sensoriale, gioco e indagine dello spazio, domandandosi se sia possibile trovare intimità anche in una casa effimera.
Low-tech plant printing
Proponiamo di creare un erbario tessile utilizzando la tecnica dell’eco-printing con macchinari low-tech: un fornello-razzo, pentole norvegesi e una macchina da cucire alimentata a bicicletta.
L’eco-printing è una tecnica di stampa su tessuto per contatto. Le piante vengono disposte direttamente sul tessuto e poi sottoposte a calore e pressione per trasferirne i colori e le forme.
L’utilizzo di macchinari low-tech ci permette di mettere in discussione l’uso di risorse energetiche nelle pratiche artigianali — nello specifico nella trasformazione delle piante selvatiche in tinture o stampe.
Nel pomeriggio successivo al laboratorio, invitiamo chi ha partecipato, così come le altre persone presenti al Social Camp, a venire a scoprire i prodotti delle stampe e a cucirli insieme utilizzando la macchina da cucire low-tech.
03 LUGLIO
Abitare il margine — pratiche di esplorazione per stormi umani
L’attivista femminista Bell Hooks parla del margine come di “un luogo radicale di possibilità, uno spazio di resistenza”. Il margine è uno spazio che viviamo tutti i giorni, ma quanto ci interroghiamo sul modo in cui lo abitiamo? Perché ci sentiamo al margine o al centro? Qual è il nostro rapporto con il “centro” e con le “periferie”? Come il margine condiziona le nostre vite e quali possibilità nascoste può offrire? Attraverso attività di educazione non-formale, movimento del corpo e strumenti di autocoscienza femminista proveremo a rispondere insieme a queste domande, esplorando i margini che abitiamo e che ci abitano.
Il Cantico delle Balene: viaggio metafisico tra i suoni le proiezioni e la grazia delle balene
Avete mai contemplato, nel profondo, lo sguardo di una Balena? Un occhio che sa d’eternità, dove l’infinito si tinge di abissi remoti e di antiche litanie, canti scritti prima del tempo.
Un Pianeta, il nostro, definito Terra, ma il poeta Williams ci sussurra un’altra visione: il Pianeta delle Balene, un’energia di velluto che fluttua giocosa e lieve nel respiro degli Oceani. «A quale profondità scorre la storia che collega le balene e gli esseri umani?» si domanda la Giggs. Il Cantico delle Balene nasce da questo interrogativo, per risvegliare i sensi, accendere coscienze sopite. Le narrazioni immaginifiche di Alla Deriva ci guideranno nel sogno, seguite da una meditazione sottile, come risacca del cuore. Riky Antolini ci avvolgerà con i canti onirici delle Balene che asseconderemo con movimenti liberi del corpo, conducendo l’anima in acque profonde. Infine, affideremo le emozioni emerse come perle ai colori, nella pittura libera condotta da Paola Tassetti.
Abitare è un bene comune
Attraverso la presentazione del collettivo e delle esperienze europee come il Mietshäusersyndikat, si ragionerà su come allargare anche in Italia e nei nostri territori una rete di abitazioni che non siano di proprietà individuale, ma collettiva, come antidoto alla turistificazione e alla mercificazione dei luoghi e degli spazi.
Moving as a Swarm
È giunta l’ora di mettere da parte i pensieri e dedicarci alla gioia del movimento.
Attraverso semplici improvvisazioni motorie ed esercizi di meditazione attiva, cercheremo di ritrovare noi stesse e calmarci, affinare la consapevolezza corporea e aprirci alla nostra vita interiore.
Sotto la guida di Juliana ci muoveremo come uno sciame su questa terra, condividendo e intrecciando le nostre vite, i nostri pensieri e i nostri spazi personali. Che ruolo hanno l’opinione pubblica o quella individuale?
Poi Gizem ci proporrà esercizi giocosi, danza e movimento per mettere in discussione il modo in cui viviamo e sopravviviamo nel mondo di oggi.
Cosa succede se non siamo d’accordo con l’affermazione di qualcun altro?
Quella persona, quella comunità, quelle persone, o persino un intero paese devono essere cancellati per sempre? Oppure possiamo ancora cercare modi per rendere la vita e il mondo un posto migliore per tutte le persone?
Come possiamo trovare la pace pur essendo in contrasto?
Il laboratorio non richiede alcuna esperienza pregressa né doti fisiche – tutto ciò che serve è l’amore per il movimento e la voglia di mettersi in gioco!
La sibilla e il suo popolo
Ormai da secoli sui monti sibillini si narra la storia della misteriosa Sibilla; l’hanno raccontata gli abitanti dei Sibillini che lentamente, nel corso degli anni, hanno intrecciato le fila della loro quotidianità a quelle della sua. Si è tessuta così la trama di un racconto fatto di musiche, cibo, storie, e che parla di un territorio da cui è ormai inseparabile. Impareremo a leggere questo racconto attraverso diverse testimonianze culturali, tracce che la memoria ha lasciato sui Sibillini, rendendoli un territorio unico e inconfondibile. Tracce che sono state relegate ai margini della narrazione storica ma che possono essere utili anche alla vita di oggi, per moltissimi aspetti.
Oltre le Parole: la Magia dell’Ascolto
Un percorso immersivo per sviluppare l’abilità fondamentale dell’ascolto attivo, basato su modelli come quello di Carl Rogers e la tecnica delle domande potenti della comunicazione non violenta. Attraverso esercizi esperienziali i partecipanti apprenderanno come migliorare la propria capacità di ascolto, costruire relazioni autentiche e gestire conversazioni in modo empatico ed efficace. Un’opportunità per trasformare la comunicazione e accrescere la propria intelligenza relazionale.
CHIUSURA
Athanor è un’installazione artistica pensata come spazio di raduno e condivisione, dove la comunità che lo accoglie si ritrova per vivere un momento conviviale. Il suo nome richiama il forno alchemico, simbolo di trasformazione lenta e profonda della materia. Si presenta come un braciere, attivato attraverso l’antico rituale dell’accensione del fuoco. Intorno alla fiamma, la comunità è invitata a partecipare a un gesto collettivo: un atto simbolico che celebra la fine del percorso vissuto insieme e ne custodisce il senso, trasformando la materia in nutrimento, e il tempo condiviso in memoria.
LAVORO
Qual è oggi il valore del lavoro nella società in cui viviamo? Nel corso del giorno di attività del Camp dedicato al lavoro esploriamo le oppressioni che il sistema (ri)produttivo esercita su di noi, immaginiamo nuove idee di lavoro attraverso una lente femminista, parliamo di riposo, e invitiamo chi vuole a farsi pure una bella siesta.
TERRITORIO
Il percorso mira a esplorare dinamiche di mappatura, riappropriazione, difesa e gestione di territori in disuso. Dopo un momento di condivisione orizzontale di terminologie e concetti, i diversi collettivi invitati condivideranno teorie e pratiche del loro operato in tre incontri in parallelo.
EVENTO 1 – 18:00
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RELAZIONI
Il percorso analizza e sfida le fortezze quotidiane nelle relazioni interpersonali, in quelle interculturali e in quelle interspecie. Dopo un world cafè di condivisione della terminologia e dei concetti trattati poi nelle sessioni in parallelo, si partirà da pratiche esperienziali prima di passare ad affrontare le varie tematiche con gli e le ospiti presenti.
Estate 2020
All’interno del festival BF+, i Tavoli Territoriali ospitano discussioni su idee, criticità e proposte relative ai vettori di rigenerazione individuati.
Restituzione pubblica al festival
Compila il modulo!
L’iscrizione al Social Camp 2023 ha una quota consigliata che va da un minimo di 80 a 100 euro.
Cosa copre la quota di iscrizione?
La quota di iscrizione rende possibile il Social Camp!
Essa copre circa la metà dei costi dei suoi costi: il cibo, la tariffa del campeggio, un gettone per il coordinatore della cucina, le spese logistiche, la benzina per le persone che forniscono passaggi, il materiale di comunicazione, le spese di viaggio per i facilitatori e organizzatori dei laboratori e il materiale necessario al loro svolgimento.
L’altra metà dei fondi del Camp proviene dai nostri eventi di raccolta fondi Yoppeleyeppe, svoltisi nelle Marche, a Bruxelles e a Barcellona.
Perché proporre una quota di partecipazione a scala mobile? Operiamo secondo il principio della scala mobile solidale per rendere il camp più accessibile a un maggior numero di persone, garantendo al contempo la copertura dei costi.
Se desiderate partecipare ma la quota di partecipazione è un ostacolo, contattateci e troveremo una soluzione. E se volete potete anche contribuire con una somma maggiore al range previsto.
Per qualsiasi dubbio o semplici comunicazioni scriveteci all’indirizzo borgofuturo.socialcamp@gmail.com.
Artisti
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Cos’è il Social Camp?
Il Social Camp nasce nel 2017, parte del Borgofuturo Festival, in Val di Fiastra, nelle Marche, come esperimento di autoformazione orizzontale e collaborativa dal formato residenziale. Offre uno spazio per re-immaginare la nostra relazione al territorio e a noi stesse, nel contesto di un’area interna che ci confronta con sfide e opportunitá specifiche del luogo.
Il Social Camp affronta i temi della sostenibilità a misura di borgo trattati dal festival Borgofuturo, ma lo fa in una forma più intima, partecipativa, conviviale e riflessiva. È quindi uno spazio di condivisione di esperienze e di conoscenze che si intrecciano ai momenti quotidiani della vita collettiva. È un evento auto-organizzato e auto-finanziato, i cui contenuti e modalità sono frutto del lavoro collaborativo di un gruppo di persone che si allarga di anno in anno. Un gruppo che condivide curiosità, interessi di ricerca e di sperimentazione su temi come la sostenibilità socio-ecologica, la partecipazione orizzontale e l’esperienza diretta.