Torna il Social Camp: laboratorio orizzontale di Borgofuturo.
Dall’8 al 12 luglio, il Social Camp ripropone il suo spazio di germinazione collettiva nella Val di Fiastra. Quest’anno il tema è “Germinalia — Giocare generando germogli”: un campo di pratica collettiva dove imparare insieme, tra generazioni e specie, a vivere diversamente in modo generativo.
Germinare invece di distruggere, per riappropriarci della vita con creativitá.
Relazioni generate così come generano i semi, con cura reciproca e attenzione, infiltrandoci tra poteri che producono solo macerie. Essere fertili di idee, nutrire collettivi e sistemi alternativi di supporto nella condivisione. Germinalia è prendere atto della realtà e giocare a inventarne di nuove.
Quali temi affronteremo?
Viviamo in un momento storico che ci vuole veloci, connessə 24/7, efficienti, produttivə e possibilmente solə davanti a uno schermo. Nel frattempo, intorno a noi, ci sono guerre, crisi, sistemi economici sull’orlo del collasso e un pianeta che ci manda bollettini ecologici sempre più preoccupanti. E se invece di accelerare e accentrare, rallentassimo e decentralizzassimo? Possiamo scegliere di andare lentə, ricominciando a usare le mani, il corpo e rimettendo in discussione gli strumenti che utilizziamo.
Proveremo a sostituire il paradigma della produttività con quello della generatività. Insieme, esploreremo come usare la tecnologia e il corpo in modo consapevole e giocoso, faremo esplodere bolle generazionali per entrare in contatto con chi sta prima e dopo di noi, ci chiederemo come radicare relazioni gioiose, umane e non.
Per chi è?
Per chi ha voglia di sporcarsi le mani in tutti i sensi; per chi vuole riappropriarsi dei mezzi digitali; per chi cerca uno spazio dove giocare, creare, e tornare a essere corpo tra corpi.
Vi siete mai chiesti cosa nascondesse il Matto dei tarocchi nel suo sacco? Per questa occasione, La Matta delle carte è giunta in valle per rivelarci questo mistero. Ci raduniamo intorno a lei per inaugurare insieme questo nuovo tempo.
All’interno delle attività del progetto europeo Ruractive, Borgofresco propone di costruire una riflessione sul tema del comfort attraverso la realizzazione di una mappa del fresco collettiva. A partire da un’azione di rilevazione delle temperature, le e i partecipanti saranno invitate a individuare e segnalare quelle situazioni “fresche” dove potersi riparare dalle sempre più frequenti ondate di calore estive.
L’idea è quella di restituire una cartografia di “oasi di fresco” dove trovare ristoro: zone d’ombra, aree vegetate, punti di accesso all’ acqua, correnti fresche, ecc. saranno gli oggetti di questa cartografia sensibile messa a disposizione per le prossime edizioni.
Workshop che esplora il corpo come luogo di resilienza, piacere e sopravvivenza collettiva in tempi di instabilità ambientale e sociale. Utilizzando strumenti del metodo Feldenkrais, della mappatura sensoriale, della scrittura, della parola e del disegno, i partecipanti indagheranno i paesaggi interiori insieme al terreno circostante. Insieme, esploreremo come morbidezza, attenzione e connessione possano emergere in aree difficili o trascurate sia del corpo che del territorio, aprendo spazi a nuove forme di relazione, cura e rifugio. In dialogo con l’attività di BorgoFresco, i partecipanti identificheranno spazi di rifugio attraverso l’ombra, l’acqua, il movimento, il riposo e la regolazione del sistema nervoso. Radicato in approcci anticapitalisti alla cura e alla sopravvivenza, il workshop offre pratiche integrative per rimanere presenti, connessi e supportati in realtà sempre più difficili.
L’intervento si propone di divulgare la terminologia del mondo BDSM: fare chiarezza sulle pratiche, definire i ruoli, parlare di consenso e sicurezza come basi per approcciarsi alle pratiche. Si entrerà in confidenza con il proprio corpo e desideri, integrandoli con chi ha più esperienza. L’obiettivo è quello di normalizzare ciò che sembra inusuale ma che in realtà è espressione libera della sessualità di ogni persona, contro il kink shaming.
Faremo piccole esperienze per comprendere i propri desideri e capire come trasformarli in pratiche sicure, divertenti e sexy.
Il tutto avrà una forma laboratoriale ed esperienziale, con momenti di approfondimento in piccoli gruppi per permettere ad ogni persona di riflettere sulle proprie fantasie.
Le aree interne come la Val di Fiastra stanno recentemente emergendo come possibile risposta alle crescenti problematicità del vivere urbano. Diversi sono i modelli che si stanno sperimentando attraverso il recupero del costruito (es. case a un euro, cooperative, community land trust) o dei terreni (es. ass. fondiarie, community supported agriculture), che sia con intermediazione pubblica o privata, o come iniziativa autorganizzata. Tuttavia, nessun modello mette in dialogo questi due aspetti, rischiando così di replicare dinamiche abitative speculative ed estrattive (es. seconde case di lusso, nomadi digitali).
Questo incontro vuole restituire il lavoro di revisione dei casi studio fatto nello scorso anno e aprire uno spazio di riflessione per proporre un modello di abitare più radicato ai territori.
Questo workshop è un viaggio attraverso il corpo, alla scoperta di sensazioni, emozioni ed espressione motoria. I partecipanti sono invitati a riconnettersi con la propria presenza fisica, a riflettere sui propri ruoli e gesti e a vivere la vita come una sorta di teatro che si dispiega lungo un percorso sconosciuto. Concepito come una “escape room senza pareti”, il workshop si articola in tre fasi: un riscaldamento incentrato su respirazione, movimento, fiducia e riflessione collettiva; una fase immersiva di esplorazione e azione corporea all’interno dello spazio; e un momento finale “dietro le quinte” di liberazione, apertura e libertà.
Ci riuniremo attorno ai fornelli e, guidati dai consigli della mugnaia Antonietta, prepareremo la polenta con il mais Ottofile, una varietà che ha resistito all’arrivo del mais ibrido americano, più produttivo ma meno nutriente, grazie alla passione di agricoltori che ancora lo coltivano e lo raccolgono a mano. Trasformeremo questo seme in un ricco piatto di tradizione contadina, mescolando con cura gli ingredienti e rispettando i suoi ritmi lenti e i gesti antichi. Rifletteremo su come veniamo sempre più privati del tempo e della conoscenza che generano relazioni basate sulla cura, e sul valore dell’agricoltura, della macinazione a pietra e della cucina controcorrente. Infine, condivideremo il pasto come un atto tangibile di cura, autonomia e resistenza condivisa.
L’energia che consumiamo ogni giorno ci è invisibile. Arriva da una presa, da un cavo, da un generatore lontano. Questa distanza non è neutra: ci separa dalla comprensione di cosa significa davvero produrre e consumare elettricità, e da qualsiasi possibilità di controllo collettivo su di essa.
In questo laboratorio costruiamo insieme un generatore alimentato da biciclette e manovelle, usando materiali recuperati e logiche low-tech. Partendo da esempi concreti – dai laboratori francesi come il Low-tech Lab ai Solar Sound System dei festival a impatto zero – ragioneremo su cosa significa sobrietà energetica, autocostruzione e infrastruttura conviviale. Il risultato è un concerto – o un gioco di luci, o chissà cosa – che funzionerà solo se continuiamo a produrre energia insieme.
L’I Ching, il Libro dei Mutamenti, è un metodo di esplorazione di sé attraverso i segni, interpretati secondo la propria esperienza del mondo, per trarne consigli su come plasmare la propria vita insieme al destino. Durante questo laboratorio lo consulteremo per analizzare una determinata situazione di vita.
Con l’aiuto di una meditazione guidata, emergerà un’intenzione con la quale interrogare l’oracolo. Le risposte saranno lasciate fluire in modo giocoso e spontaneo nella creazione di un collage, permettendo al pensiero di diventare immagine senza l’intervento del processo razionale. L’obiettivo sarà quello di esplorare la dimensione invisibile della magia come fosse un prisma attraverso cui comprendere il mondo.
ciurma è un progetto che nasce in provincia di Pesaro e Urbino. L’intenzione è lo sviluppo di una rete alternativa di rapporti economici, sociali, relazionali e produttivi, sperimentando strumenti e pratiche di autorganizzazione. La moneta sociale è lo strumento creato sul territorio per favorire e rafforzare gli scambi reciproci all’interno della comunità. Grazie a questo strumento, ed ad altri, proveremo a condividere come la nostra eco-rete si da il potere di trasformare la relazione fra chi consuma e chi produce, mettendo in comune la responsabilità della produzione di cibo, della costruzione delle case, della cura delle relazioni.
Questo laboratorio esplorerà come la politica dei dati e del digitale sia parte integrante delle lotte per la terra, l’ambiente e l’antimperialismo. Attraverso la lente delle infrastrutture digitali, considereremo collettivamente come comprendere e resistere meglio alle infrastrutture di oppressione, immaginando al contempo futuri alternativi.
In questo workshop esploreremo gli strumenti tecnologici decentralizzati e P2P mirati a costruire reti sociali sovrane dal punto di vista della coordinazione, del voto, della creazione e diffusione dei contenuti mediatici, con il supporto di protocolli economici e finanziari “dal basso”. Il workshop si compone di una parte didattica e una pratica, nella quale metteremo mano ad uno strumento decentralizzato chiamato “Holons” per la coordinazione del lavoro di gruppo.
Il laboratorio sarà parte della residenza artistica omonima in corso in Val di Fiastra nell’ambito della piattaforma CultureAndHealth, portata avanti dal gruppo “AsFormers”. Insieme ad anzianə della vallata e giovani del gruppo “AsFo” intrecceremo passato, presente e futuro, legandoli ai gesti, le pratiche e le storie del paesaggio agricolo della valle. Giocheremo con tecniche di stampa e rifletteremo attraverso una mappa dei terreni abbandonati.
Vi presentiamo la rivista contadina! Vogliamo esplorare insieme i numeri pubblicati e discuterne i temi, leggeremo collettivamente alcuni articoli e parleremo di contadinanza in tranquillità e curiosità.
Sessione interattiva e partecipativa pensata per facilitare 1) la comprensione del funzionamento dei cicli del suolo, 2) la comprensione degli effetti perturbatori causati dalle moderne pratiche agrarie e 3) la discussione sui limiti e le possibilità di adottare pratiche rigenerative alternative; non è richiesta alcuna conoscenza specifica di agricoltura o di pedologia per partecipare, sebbene il contributo di esperti e professionisti sia molto gradito.
Laboratorio poetico-pratico-esperienziale che si fonda sul desiderio profondo e la necessità vitale di conoscere il fiume come macro-organismo vivente e senziente.
Addentrarsi nell’alveo per entrare nel dialogo delle acque, infiltrarsi e fluire in profondità e così abitare e nutrire le rive, riappropiarsi di una geografia eterna e fluida di cui anche noi siamo parte e che abbiamo dimenticato in nome dell’oggettificazione e dello sfruttamento
come si diventa fluviali?
Un processo creativo itinerante dove praticare l’arte di essere castori, dove giocando si può rientrare in contatto con la nostra identità liquida, con il nostro erosivo scorrere verso il mare, lasciandosi attraversare per poi evaporare e alla sorgente tornare.
Il fiume porta e toglie… cosa resta?
L’idea del consiglio dellə ragazzə è nato da una domanda che mi hanno fatto qualche hanno fa: “Da dove nasce il futuro?” La mia risposta spontanea è stata: da noi ragazzə.
Da lì, il consiglio dellə ragazzə è nato come strumento e metodo per appropriarci di uno spazio di presa decisionale in sedi istituzionali, al momento ancora solo riservata allə adultə.
Strumento che vuole proporre allə adultə una visione aperta, inclusiva e accogliente del futuro, che renda tuttə attivə e partecipi delle decisioni che ci riguardano. È un toolkit da condividere, per portare il consiglio nella tua comunità, e costruire un futuro collettivo e intergenerazionale.
Momenti volutamente lasciati vuoti nel programma per poter essere riempiti da eventuali iniziative, spontanee o preparate, proposte dalle persone che partecipano al camp, sulla base dei loro interessi o delle loro necessità. Non ci sono requisiti prestabiliti e possono essere proposti durante le assemblee giornaliere.
Cosa succede quando la nostra specie guarda alle altre in chiave multispecie?
Nell’ambito dell’artivismo energico e gioioso del Climate Pride, nasce il laboratorio di Biologia Politica.
Attraverso l’immedesimazione teatrale ed altre pratiche di embodiment, ci riconnetteremo con la Natura passando dall’individualismo ad una simbiosi verso la multispecie e gli ecosistemi in cui siamo immersi, interrogandoci sull’intreccio tra biologia e politica.
Grazie a delle ‘carte organismo’ le partecipanti saranno chiamate a deliberare in un ‘parlamento della multispecie’ su temi altrimenti dominati dalla tirannia dell’umano troppo umano. Una vera e propria torre, costruita sui mattoni dell’umana arroganza, potrà decostruirsi nel confronto con la multispecie.
“Facciamo il Gioco dell’Uva? Ognuno a casa sua!”. Questo è il modo in cui nelle Marche ci diciamo che è il momento di andare. Salutarsi è un rito, e noi lo facciamo portando con noi la nostra pianta magica, ormai cresciuta e forte.
In quale casa o luogo porterai il seme della tua follia?
L’iscrizione al Social Camp 2026 ha una quota consigliata che va da un minimo di 100 a 130 euro.
Cosa copre la quota di iscrizione?
La quota di iscrizione rende possibile il Social Camp!
Essa copre circa la metà dei costi dei suoi costi: il cibo, il campeggio, le spese logistiche, la benzina per le persone che forniscono passaggi, il materiale di comunicazione, le spese di viaggio per i facilitatori e organizzatori dei laboratori e il materiale necessario al loro svolgimento.
L’altra metà dei fondi del Camp proviene dai nostri eventi di raccolta fondi Yoppeleyeppe, svoltisi nelle Marche, a Bruxelles e a Barcellona.
Perché proporre una quota di partecipazione a scala mobile? Operiamo secondo il principio della scala mobile solidale per rendere il camp più accessibile a un maggior numero di persone, garantendo al contempo la copertura dei costi.
Se desiderate partecipare ma la quota di partecipazione è un ostacolo, contattateci e troveremo una soluzione. E se volete potete anche contribuire con una somma maggiore al range previsto.
Per qualsiasi dubbio o semplici comunicazioni scriveteci all’indirizzo borgofuturo.socialcamp@gmail.com.
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.
È un laboratorio di autoformazione orizzontale e collaborativo dove campeggiamo insieme, scambiamo saperi e pratiche condividendo alcuni giorni di vita comunitaria. Al centro, il valore della convivialità: un’opportunità per tessere relazioni, rigenerare idee, e affidarsi alla curiosità.