LE SERATE BORGOFUTURO+

Max Collini Che legge l’Indie

feat La punta della Lingua

Venerdí 16 luglio – ore 21.30

Giardini, Sant’angelo in Pontano

Da una collaborazione con il festival La Punta della Lingua, arriva a Borgofuturo Max Collini, voce degli Offlaga Disco Pax, per uno spettacolo che potremmo definire post-teatrale, in cui Collini reciterà, e smonterà, un mondo fatto di testi, approcci, tempi, metodi e linguaggi di ciò che (quasi) tutti si divertono a chiamare (ancora) indie.

 

Hai paura dell’indie?

Mentre nelle colonne più e meno social del web non si smette di discutere circa l’esistenza e la resistenza dell’indie, quel che resta certo è che Max Collini, paragrafando l’antico adagio di Enrico Ruggeri, è stato indie prima di te e, oltretutto, in prima linea: con i suoi Offlaga Disco Pax prima e con Spartiti poi per un viaggio lungo più di 15 anni. In questo spettacolo che potremmo definire post teatrale, Collini recita, legge, smonta e ricompone un mondo fatto di testi, approcci, tempi, metodi e linguaggi di ciò che (quasi) tutti si divertono a chiamare (ancora) indie. Lo stato sociale, Colapesce e Dimartino, Calcutta, Coma_Cose, Coez, Gazzelle, Motta, Tommaso Paradiso, Achille Lauro, I Cani, Cosmo sono solo alcuni dei protagonisti di questa vicenda magicamente scomposta, rivisitata, remiscelata con la finalità di condurre lo spettatore alla ricerca di qualcosa di così nuovo da riformulare l’antico. Ora che l’indie ha dismesso in modo pressoché totale i suoi panni e si è trasformato, inspiegabilmente, nel nuovo pop italiano, egemonizzando la scena musicale; ora che radio mainstream, programmi TV nazional popolari e tour fittiziamente o completamente sold out sono stati occupati e artisti sconosciuti al grande pubblico sono diventati d’un tratto veri propri fenomeni di costume, tormentoni umani, autori di tic lessicali che hanno conquistato perfino Sanremo, lo spettacolo “Max Collini legge l’indie” – rinominato in questa nuova veste intra-pandemica “Hai paura dell’indie?” – prova a spiegare, con esilarante serietà, come tutto ciò sia semplicemente potuto succedere. “Hai paura dell’indie?” è un viaggio tra parole, ironia, invidia e, in alcuni casi, ammirazione. Perché è solo musica leggera. Anzi, leggerissima.

 

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