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In-tessere Territori

Camminare vuol dire lasciare traccia. Prendendo spunto dalle riflessioni dell’autore Francesco Careri (Walkscapes, 2006) e dal lavoro di mappatura del gruppo Ricerca-Azione Borgofuturo nell’Anello del Fiastra (Macerata), apriamo uno spazio dedicato al movimento nel territorio come strumento di indagine, di trasformazione e di gestione dello stesso. Un’attenzione particolare verrà dedicata alla relazione tra identità e luogo, all’importanza di una pianificazione territoriale partecipata e alle potenzialità di un’architettura mobile ed effimera per la ri-progettazione di servizi socio-culturali nelle aree interne.

Giorno 1:

Introduzione al percorso In-tessere territori

In-tessere territori significa identificare – quindi comprendere – le loro configurazioni specifiche, i loro movimenti e i sistemi per prendersene cura. Questa prima sessione è dedicata a un’introduzione sulle tematiche che seguiranno l’intero tavolo tematico durante i tre giorni di Social Camp: un’introduzione del collettivo Stalker (Roma) sulla sua pratica nomade e una discussione con Marie Moïse del Care Collective (Londra) sui servizi di cura all’umano e al non umano.

La seconda parte della giornata introduttiva sarà dedicata alla presentazione del progetto “Anello del Val di Fiastra“, risultato di un lavoro di Ricerca Azione svolto nell’inverno 2020. Il lavoro mira a valorizzare gli spazi e i percorsi pedonali tra i villaggi che fanno parte del festival BF+ e pone domande circa l’atto del camminare; in particolare come esso possa essere usato come strumento per abitare e prendersi cura del nostro territorio.

 

con il collettivo Stalker (Roma) Marie Moise dal collettivo della Cura (London) ed il gruppo Ricercazione Borgofuturo+ (Ripe San Ginesio)

 

 

Incontro con i territori adriatici

In collaborazione con la AA School of Architecture (Londra), si propone un’escursione a Rimini. I partecipanti avranno modo di conoscere le attività della Summer School Adriatica e di avere uno scambio sui territori dell’Adriatico. Verranno discussi temi come la turistificazione, le aree interne e i servizi nelle aree costiere.

In alternativa, i partecipanti che rimarranno al Social Camp potranno partecipare alle attività organizzate dal gruppo Immaterial Commons: discussioni sulla trasmissione di patrimoni culturali collettivi come danze e canti popolari con gli autori de Il Saltarello nel Piceno e con la Comunanza Canora; o Arpentage: un metodo di educazione che permette a un gruppo di leggere testi complessi in forma collettiva.

 

con la AA school of Architecture (Londra)

Giorno 2:

Cura e territorio

Cosa vuol dire prendersi cura di un territorio? Quando ci prendiamo cura di qualcosa prestiamo attenzione, notiamo, partecipiamo e facciamo sentire la nostra voce. Diventare cittadine e cittadini sentinella offre l’opportunità di avere cura, di attivare e amplificare i nostri sensi per monitorare l’ambiente e produrre nuove alleanze ecologiche e sociali.

Incontriamo Anna Berti Suman, ricercatrice (ECJRC), attivista, investigatrice e camminatrice per parlare di cittadine e cittadini sentinella come forma di partecipazione sociale e politica attiva e come modalità di rapportarsi al territorio. Discuteremo di practice di monitoraggio e rilevamento di ambienti toccati da eventi di inquinamento e del potenziale trasformativo di queste pratiche

 

con Caterina Selva e Anna Berti Suman 

Giorno 3:

Intessere resistenza

L’identità di un popolo è strettamente legata al territorio che abita. Questo legame si riflette nella sua lingua, nelle sue pratiche e nei suoi movimenti, così come nella sua cultura e nella sua arte. Per questa ragione, un territorio minacciato corrisponde a persone in resistenza, una resistenza per la preservazione dei loro spazi e della loro identità, sia quella in loco che quella a distanza.

Allo stesso tempo, le case non sono fisse, sono scelte o necessità, sempre in divenire, il nostro rapporto con la casa porta speranza e confusione. In questa sessione esploreremo le intersezioni tra diversi agenti in movimento, sperimenteremo nuovi mezzi e strumenti di narrazione, bolle interconnesse di Habitat, Habit confusi e Habitus fluidi, forme non convenzionali di networking e grass-rooting.

Ci avvicineremo al tema con il collettivo Kopuntu, al confine tra Berlino e Istanbul, e l’associazione LAPAZ, rappresentanti del Chiapas (Messico).

 

Con il collettivo Kopuntu e l’associazione LAPAZ