Le parole di Borgofuturo: FUTURO con Cristina Zavaroni e Paolo Godani

Venerdì 04 - dalle 18 alle 19.30 - Chiostro di San Francesco

Molte delle parole che hanno animato le nostre azioni dal 2010 a questa parte sono state asservite nel tempo ad una risemantizzazione neoliberale.

Il furto delle parole ci spiazza, fino a renderci incapaci di enunciare la nostra idea su ciò che sarà. Nel parapiglia dardeggiante del presente sondare lo stato di forma del futuro è forse il garbuglio più intricato da sbrogliare. Quindici anni fa, qualche indizio su dove fosse l’altro capo della matassa pensavamo di averlo tra le mani. 

Ma oggi? 

Quale futuro immaginare quando il mondo è in fiamme? 

Cosa resta ad una civiltà disincantata che preferisce un uragano scientifico ad un rifugio magico, che ha messo fine ad un numero altissimo di mondi umani e non umani e ha cancellato innumerevoli modi della conoscenza e della presenza? 

Saremo capaci di collocarci in un orizzonte politico, culturale e spirituale completamente differente da quello attuale o ci resterà solo la facoltà di disertare? 

 

Ne parleremo con Cristina Zavaroni e Paolo Godani

 

Cristina Zavaroni. Antropologa culturale e mediatrice etnoclinica, si occupa di antropologia dell’infanzia, antropologia medica ed etnopsichiatria. Dal 2004 svolge ricerca tra i Bakonzo del Rwenzori, in Uganda, studiando gli effetti identitari della scolarizzazione primaria, i rituali di iniziazione e le pratiche di guarigione legate alla salute mentale.

 

Paolo Godani docente di Estetica all’Università di Macerata, si occupa di filosofia francese contemporanea, filosofia della letteratura e metafisica. Nel 2025 ha pubblicato per Feltrinelli il saggio “Melanconia e fine del mondo”.