Borgofuturo 2013
TRE MANDATE, SENZA CHIUSA
Il nuovo potere consumistico e permissivo si è valso proprio delle nostre conquiste mentali di laici, di illuministi, di razionalisti, per costruire la propria impalcatura di falso laicismo, di falso illuminismo, di falsa razionalità.
Si è valso delle nostre sconsacrazioni per liberarsi di un passato che, con tutte le sue atroci e idiote consacrazioni, non gli serviva più.
In compenso però tale nuovo potere ha portato al limite massimo la sua unica possibile sacralità: la sacralità del consumo come rito, e, naturalmente, della merce come feticcio.
(Pier Paolo Pasolini, 1975 – da “Scritti corsari”)
Borgofuturo non è stato un festival. Non soltanto, comunque.
In queste tre edizioni abbiamo affrontato temi precisi. E per alcuni di questi temi abbiamo avuto risultati reali, nell’azione amministrativa a Ripe San Ginesio e nella risposta dei cittadini, ad esempio, soprattutto in campo di rispetto per l’ambiente… Nella convinzione (ovvia, per chi fa cultura e non solo intrattenimento) che grandissima parte degli input che abbiamo lanciato stanno ancora maturando, fuori dal nostro campo visivo, con dinamiche e modalità che nemmeno immaginiamo.
Seminare a Ripe San Ginesio perché altri raccolgano, prima o poi, da qualche parte. Con questo obiettivo, anche stavolta abbiamo cercato di costruire una proposta polifonica e non allineata, tanto negli incontri quanto negli spettacoli. Abbiamo combinato agenti destabilizzanti, nell’auspicio di una reazione esplosiva, che ci spinga altrove. Altrove dalla crisi, il tema portante di questa edizione, che cerchiamo di tirar fuori dal chiacchiericcio mediatico e dai convegni tecnici. E tutto intorno, una serie di spettacoli di assoluta eccellenza, con dentro tutta l’energia che siamo riusciti a trovare. Perché questi due giorni restano una festa. La festa di quell’altrove in cui gli spunti si raccolgono e le cose iniziano a cambiare sul serio. Ci vediamo a Borgofuturo!