Il progetto nasce con l’omonimo festival che dal 2010 declina al plurale i temi legati allo sviluppo sostenibile e immagina nuovi orizzonti per i territori marginali. Lo ha sempre fatto con un occhio al “macro” delle riflessioni sulla sostenibilità e l’altro al “micro” delle urgenze quotidiane del singolo cittadino e del proprio entroterra. Tanti ospiti locali, nazionali e internazionali tra incontri, spettacoli, performance e formazione, in uno spazio giocoso e libero.

Nel declinare le questioni della sostenibilità nella dimensione della provincia, Borgofuturo ha rappresentato una doppia spinta: portare l’urbano verso la campagna, riflettendo sulla consapevolezza ambientale e sull’abitare il margine come strumenti per la costruzione di un futuro possibile, e portare la provincia a ‘colonizzare’ lo spazio cittadino, nel tentativo di riappropriarsi della propria narrativa.

Nel 2017 nasce il Social Camp, “laboratorio di ecologia e socialità” in formato residenziale che si propone di calare la consapevolezza delle dinamiche e dei processi globali nella concretezza e necessità dell’agire situato.

Con i lockdown, da Ripe il festival migra – e contagia – gli altri paesi della Val di Fiastra, Colmurano, Loro Piceno, Urbisaglia e Sant’Angelo in Pontano. Nell’interpretare l’identità di una comunità che si affaccia oltre il campanile, Borgofuturo lancia i tavoli di ascolto territoriale, processo che porta alla costruzione della strategia di rigenerazione della vallata: nasce cosí Qui ValdiFiastra.

Dopo oltre 10 anni di attivismo, la continuità resta nella freschezza, nel formato e nella spontaneità del festival. Tutto il resto fermenta ed evolve, perché Borgofuturo si fa da vivi.

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