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Aree interne e servizi ecosistemici

1) La cornice dei servizi ecosistemici

Il concetto dei Servizi Ecosistemici nasce alla fine degli anni 70 con l’obiettivo di promuovere politiche di conservazione della biodiversità. A livello operativo, il concetto è stato inizialmente tradotto in termini economici attraverso l’assegnazione di un valore (principalmente monetario) alle funzioni ecologiche strumentali alle necessità umane, quali quelle di supporto alla vita (ciclo dei nutrienti, formazione del suolo, etc.), di regolazione (e.g. depurazione acqua, mitigazione del cambio climatico, etc.), di approvvigionamento (produzione di alimenti, di materiali, etc.) e culturali (estetica dei paesaggi, attività ricreative ed ecoturismo, educazione ambientale etc.). Oggi il mondo scientifico si concentra sul flusso reale di beni e servizi. Questa sessione introduttiva esplora l’evoluzione teorica e pratica di tale concetto, presentando vantaggi e limiti emersi dalla sua applicazione.

con Fulvia Calcagni, ingegnere ambientale e dottoranda in scienze e tecnologie ambientali all’Università Autonoma di Barcellona. Attualmente interessata nell’analisi del potenziale e dell’impatto della tecnologia digitale nelle interazioni socio-ecologiche.

2) Il paesaggio agrario nelle aree interne

Il framework del paesaggio agrario ci aiuta ancora a interrogare la storia lunga e plurale di costruzione materiale e di modernizzazione del territorio italiano? Questa «classica» categoria analitica è ancora sufficiente a descrivere e rappresentare le inedite logiche contemporanee di organizzazione e riproduzione dello spazio rurale? La sessione interroga i limiti e prospettive di questo concetto applicato al particolare contesto delle aree interne.

Con Luca Filippi, architetto e dottorando in urbanistica presso l’Università IUAV di Venezia, svolge ricerca e attività professionale nell’ambito del paesaggio agrario e dello sviluppo rurale

3) Introduzione alla mappatura partecipata

Fin dai tempi antichi l’uomo ha cercato di rappresentare lo spazio: per orientarsi, per comprenderlo, per controllarlo, per governarlo, ma portando spesso con sé numerose controversie. Gli elementi di cui le mappe si compongono sono orientati dal giudizio e dalla soggettività di chi le costruisce, e sono quindi spesso usate come strumento di propaganda con una lettura imparziale e semplificata della realtà. Per guardare alla rappresentazione spaziale da nuovi punti di vista e aprire nuove prospettive crediamo che le mappe possano essere oggi ripensate: non più come strumento tecnico adatto ad un pubblico di esperti, politici e pianificatori ma un linguaggio comune che nasce dall’osservazione e dall’ascolto di un territorio e della sua gente. Crediamo che l’immagine astratta della mappa possa essere una spazializzazione di idee, l’espressione di una comunità. Mappe non egemoniche ma capaci di dare voce a tutti i soggetti e di trasmettere un messaggio.
In questa sessione andremo così alla scoperta della mappatura partecipativa, del counter-mapping e degli strumenti, analogici e digitali, che rendono possibile la condivisione di esperienze di attivismo geosociale.

Con Comuni-dados, progetto aperto che propone azioni comunitarie, collocando le comunità marginali sulla mappa attraverso la costruzione di processi di partecipazione e fornendo supporto tecnologico

4) La mappatura dei servizi ecosistemici: dal dialogo all’azione

Il passaggio dalla teoria alla pratica si concretizzerà con l’attività di mappatura della percezione del territorio e dei suoi servizi ecosistemici, culturali e non, tra i borghi di Ripe San Ginesio e Colmurano. Durante la passeggiata-evento lungo l’Anello di Vallenzuolo, attraverso un dialogo condiviso, rifletteremo sulle domande, gli stimoli, le percezioni del nostro interagire  con il luogo.
Decostruendo la concezione tradizionale di survey e di raccolta dati, che vede ‘l’intervistato’ come un erogatore di informazioni, cercheremo di costruire un questionario che tenga traccia delle nostre percezioni durante la passeggiata. Utilizzeremo oggetti della nostra quotidianità, mezzi digitali e analogici, che consentiranno di spazializzare le nostre percezioni del territorio, dando voce alle sensazioni ad esso connesse.

Con Comuni-dados

5) Nuovi paesaggi ecologici: Servizi Ecosistemici e Processi culturali di pianificazione

È possibile pianificare i territori che ci circondano con un approccio fondato sui servizi ecosistemici? La crisi dell’ecosistema nell’era dell’Antropocene e gli effetti ambientali ed economici sui territori urbani e periferici ci chiamano a ripensare radicalmente le scelte di gestione del capitale naturale. Esplicitando il valore delle risorse naturali da cui dipende il nostro benessere collettivo e attivando nuovi processi partecipati, si delinea una pratica del tutto nuova che rimette al centro dello sviluppo territoriale il paesaggio e le sue risorse. Parleremo di nuove prospettive per ripensare la pianificazione a scala locale e regionale e di quale ruolo possono giocare le aree rurali e interne nel fornire risorse per l’intero territorio.

Con Caterina Selva, architetta, attiva nella progettazione del paesaggio e nella progettazione partecipata. Si interessa di pianificazione ecologica del paesaggio e di paesaggi di margine e di confine.

6) Presentazione delle mappe al festival Borgofuturo

Quali saranno i risultati dell‘esperienza condivisa di mappatura di servizi ecosistemici? Può la mappa rappresentare un messaggio per la cittadinanza e decisori politici? Possiamo pensare alla mappatura come un linguaggio in grado di allargare il dibattito sui servizi ecosistemici e le aree interne? Ripercorreremo il processo che ha portato alla costruzione delle mappe, discuteremo insieme sul loro messaggio collettivo. Le mappe come linguaggio non solo per chi ha contribuito alla loro costruzione, ma un linguaggio comune in grado di offrire spunti di riflessione, di aprire nuove prospettive per la comunità.

Con con Comuni-dados, Fulvia Calcagni, Caterina Selva.